BetaCAP60X100

BetaCAP60X100 – the top class divider of Be.T.A. Strumentazione

BetaCAP60X100 un diluitore compatto con 3 ingressi (due gas da diluire in un diluente), pre-diluizione per un ingresso e comparatore di flussi per autoverifica con calcolo delle deviazioni relative

BetaCAP60X100 è costruito secondo i principi che ispirano tutta la produzione Be.T.A. Strumentazione : capillari uguali, controllo elettronico delle pressioni ed utilizzo di materiali a prova di acidi e solventi.

Come meglio evidenziato nello schema che segue, due moduli CAP30 si combinano con una rete di due elettrovalvole per consentire la distribuzione di ciascuno dei tre gas in entrata (TG1, TG2 e TG0 ) di raggiungere tutti, nessuno o qualsiasi numero intermedio dei 30+30 capillari installati.

Si ottiene quindi la massima flessibilità di gestione delle due diluizioni contemporanee, limitate solo dal fatto che la diluizione totale non può superare il 100%

Entrambi gli ingressi (TG1 e TG2) possono essere diluiti nel campo 0…100% in 60 passi. L’ingresso TG1 può essere diluito su ulteriori 60 passi nel campo 6000:1 …100:1 : mentre il campo 0…100% è pensato per gli analizzatori di emissioni, il campo più spinto consente di verificare gli analizzatori in ppb per la qualità dell’aria usando bombole contenenti diverse centinaia di ppm.

Come per il resto della gamma è disponibile la modalità “continua” che non lascerà rimpianti agli utenti abituati aall’uso di sistemi con MFC, che potranno per contro godere di una stabilità senza confronto a breve, nedio e lungo termine

Caratteristiche e vantaggi

Riferendoci alla funzione di Auto-Calibrazione, anche declassandola al rango di auto-verifica, è ovvio che si toccano argomenti complessi.

Viene (anche se solo in appa-renza) messo in dubbio il principio di riferibilità e, fermandoci all’apparenza, siamo tutti d’accordo nel rifiuto “a priori”.

In realtà nella prova di auto-calibrazione non vengono fatte misure, ma solo confronti di variabili (assimilabili a flussi) teoricamente identiche, tra le quali vengono calcolate (per serie di assiomi) le differenze (deviazioni relative tra diversi rilievi strumentali con sensibilità ignote, ma uguali per entrambi i membri dell’uguaglianza.

La situazione è simile a quella della bilancia a piatti contrapposti, che non mi dice il peso dei due piatti (se uno dei due non è noto) ma dice la differenza di peso, se nei due piatti pongo i due oggetti da confrontare.

Resta il fatto (da noi asserito e da altri verificabile) di una discreta rispondenza dei risultati auto-calcolati con i risultati certificati in modo riferibile.  Sembrerebbe che la maggiore risoluzione del metodo non riferibile debba portare a risultati più accurati.

L’età “più che matura” ci induce ad evitare scontri con i mulini a vento e crediamo che con un po’ di flessibilità da parte nostra e (chissà) anche da parte degli Enti accreditanti si possa mettere a frutto questo metodo senza toccare le regole.  Noi vediamo due opportunità interessanti :

a) è noto che nei diluitori a capillari le derive sono estremamente basse e potrebbero giustificare intervalli di “Calibrazione metrologica” discretamente lunghi (alcuni anni).  E’ anche noto che non esiste un intervallo standard, ma (a parte casi di definizione in fase di accreditamento) una norma stabilisce il criterio del tempo come funzione del drift verificato nei periori precedenti di utilizzo dello strumento. Qui potrebbe trovare utilizzo il metodo : ripetendo con frequenza da stabilirsi, la prova di auto-verifica potrebbero essere tabulati i risultati e la prima rilevazione di una deriva significativa potrebbe definire nelle modalità da concordare la frequenza minima di calibrazione riferibile.

b) esistono applicazioni della metrologia ove è richiesta precisione delle misure, ma non è prevista alcuna responsabilità verso terzi in merito alla qualità delle stesse

Ciò succede nel campo della ricerca prima della presenta-zione del risultato o nel campo della produzione e del processo in tutte le fasi che precedono la valorizzazione del prodotto ai fini commerciali

In tutti questi casi, l’auto-calibrazione è lo strumento di elezione per la massima qualità delle misure.

Schemi e opzioni

Schema funzionale Del diluitore BetaCAP60X100 con l’opzione CAL60

Il modulo BetaCAP1A100 (il pre-divisore 100:1) distingue il modello BetaCAP60X100, che lo include, dal modello BetaCAP60-3G.  Il modulo BetaCAL60 è un misuratore di flusso ottenuto da laminatori (20, 40, 80, 160 capillari, oltre ai 300 ottenuti attivando tutte le elettrovalvole) ed un sensore di pressione a basso campo, che misura la caduta di pressione sui laminatori

Opzione sensore di flusso CAL60 per la funzione di auto-verifica

BetaCAP60X100 gode di una particolarmente fortunata combinazione di caratteristiche in merito ai raggruppamenti dei capillari installati :

a) ogni gruppo con numero uguale di capillari è installato in doppio (due per tipo)

b) la progressione numerica di capillari installati nei diversi gruppi è 2^n, dove per n = 0, 1, 2, 3,, …) il numero di capillari è 1, 2, 4, 8, …il 15 è una eccezione (la progressione voleva un 16), ma l’eccezione è ben gestita.

Osservando la situazione con un minimo di attenzione salta abbastanza all’occhio la possibilità di confrontare gruppi di capillari uguali (soggetti alla stessa pressione devono gestire flussi uguali), ma anche la possibilità di confrontare coppie (in parallelo)  di gruppi con x^n capillari con gruppi singoli con (x+1)^n capillari (stesso numero totale di capillari)

L’utilizzo di campi di misura diversi in funzione del numero di capillari nei gruppi da confrontare, sembra complicare le cose, ma garantisce un’alta risoluzione di tutte le misure, che altrimenti, (con rapporto 1/16 tra le minori e le maggiori) perderebbero enormemente in risoluzione.  La complicazione viene peraltro ben gestita con un piccolo artifizio.

Dalla assunzione dell’uguaglianza teorica dei flussi indotti su numeri uguali di capillari uguali, si passa facilmente alla espressione analitica che include i flussi misurati in fasi precedenti opportunamente riportati alle condizioni attuali, le deviazioni relative già note, i flussi misurati nella fase corrente e le deviazioni relative incognite.

Una descrizione analitica del metodo di auto-verifica è scaricabile selezionando il link sotto riportato.